...ogni persona indipendentemente dal grado di disabilita', ha il diritto fondamentale di influenzare, mediante la comunicazione, le condizioni della sua vita!... 

Balbuzie

La balbuzie è un disordine del ritmo della parola, l’individuo sa ciò che vorrebbe dire ma non riesce a farlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e blocchi nel flusso aereo. Esistono diverse forme:

  • forma clonica: – in inglese stuttering – si caratterizza per ripetizioni di fonemi, di sillabe o di intere parole e qualsiasi vocabolo può causare il disturbo. Per evitare le parole ritenute problematiche e le situazioni spinose chi balbetta mette in atto le più complesse tattiche: elusione dello sguardo, evitamento della risposta nel dialogo, circonlocuzioni, sostituzioni di parole, etc
  • forma tonica: – stammering – si caratterizza per blocchi che impediscono al soggetto l’inizio della parola o ne interrompono il flusso. Spesso il disagio può causare tensione generalizzata del corpo, spingendo nel tempo chi ne soffre ad avvalersi di una serie infinita di strategie per vincere il problema: sincinesie corporee, ammiccamenti, tics, movimenti degli arti come battere un piede, tamburellare con le dita fino a spasmodici moti del volto.
  • forme miste tonico-cloniche: si caratterizzano per una vera e propria disritmia del parlato, interrompendo la linea melodica ed armoniosa della comunicazione. Può accadere che la parola, in situazioni estreme, si faccia intellegibile. La gravità del problema è molto variabile ed unica per ognuno.
  • forma nascosta: si manifesta nei casi in cui le strategie personali sono apparentemente ben riuscite. Si possono notare silenzi prolungati prima della risposta, lunghi giri di parole che rendono difficile seguire la continuità logica del pensiero e l’utilizzo costante di parole, fonemi o gesti starter. Si tratta di meccanismi personalizzati che hanno lo scopo di aggirare l’ostacolo o di evitare la pronuncia di “suoni proibiti”. Apparentemente la situazione è ben bilanciata ma il dispendio energetico è comprensibilmente disagevole.

Diagnosi

La diagnosi della balbuzie è un processo articolato e complesso in quanto tende a valutare la persona nella sua globalità. L’inquadramento diagnostico si realizza attraverso il coinvolgimento di più figure professionali: lo psicologo, il neuropsichiatra infantile e il logopedista, che insieme contribuiscono a delineare e a descrivere il disturbo nella sua totalità, tenendo anche in considerazione l’età del paziente; infatti in epoca pre-scolare e scolare, oltre al coinvolgimento dei genitori in sede di assessment , si prevede la valutazione delle competenze linguistiche del bambino. Di fondamentale importanza diventa l’osservazione del paziente, il colloquio iniziale, la valutazione della fluenza verbale e dell’attitudine comunicativa per la progettazione di un piano riabilitativo adeguato.

Terapia

La balbuzie è un disturbo complesso costituito da una componente visibile (sintomo) e una nascosta (sindrome) e richiede un trattamento integrato. Il programma riabilitativo è incentrato sulla terapia logopedica finalizzata all’acquisizione e all’utilizzo delle diverse tecniche di facilitazione verbale, avvalendosi anche del supporto di attività di vario tipo legate alla verbalizzazione ( quali la teatro-terapia, la telefono-terapia, il doppiaggio di film, etc). Il percorso riabilitativo terrà conto dell’età, delle caratteristiche del disturbo e delle caratteristiche del paziente. E’ doveroso sottolineare che non esiste una vera e propria cura che abbia insito in sé il concetto di guarigione, si può parlare semmai di miglioramento nella qualità di vita e di riacquisizione della fiducia in se stessi, tramite il controllo del disturbo attraverso opportune tecniche .

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